Archivio per Febbraio, 2008

QUALCHE RIFLESSIONE SULLA MORATORIA DI FERRARA

Posted in Uncategorized on Febbraio 22, 2008 by violaceccherini

Con le dovute limitazioni di ogni generalizzazione, ma  tenendo presente che un pensiero facile non serve che sia dittatorialmente imposto perché sa benissimo quali canali – anche stretti- percorrere per diventare main-stream, non credo di sbagliare se affermo che alle ragazze di oggi non si insegna come nascono i bambini e tantomeno come formarsi affettivamente, bensì si illustrano tutti i metodi contraccettivi .. .  come non nascono i bambini. Poiché il main-stream soffoca la trasmissione della vita, degli affetti, la fatica e il sacrificio, se gli anticoncezionali fanno acqua, la soluzione accettata è diventata (proprio grazie alla 194) l’aborto.

 Questa è la teoria, per così dire. Quando si è stabilita una coscienza collettiva, del genere brevemente descritto, in due parole individualista e sorda all’eco del futuro, la persona singola è in  qualche misura autorizzata a orientare le proprie scelte nel senso di quella coscienza, delegando così la propria responsabilità individuale. Altro che scelta privatista come molti continuano a ripetere!! È urgente una risposta collettiva, di stretta limitazione delle pratiche, una risposta cioè di condanna. Del gesto, non della persona! Così facendo la ragazza, o la coppia, arriverà ad interrogarsi sull’opportunità dell’aborto solo se ci saranno motivi realmente gravi per non portare a termine la gravidanza, così da motivare seriamente un gesto grave.  Attualmente pare che l’aborto sia “una scelta” da “valutare” per molte gravidanze non programmate o scomode.

 Il problema sarebbe ancora più ampio e tocca numerosi aspetti, tra cui non ultime le tecniche di interruzione di gravidanza. Per adesso preferisco porre l’attenzione su un altro aspetto, quello della maternità. Credo che andrebbe diffusa l’idea che un figlio non appartiene ai genitori, e specialmente non appartiene ai genitori in virtù del fatto che hanno deciso di “tenerlo”. In migliaia di anni di sviluppo e progresso resta  immutabile il fatto che nessuno mai potrà decidere se, come e quando nascere. La condizione fondamentale dell’esistenza di ciascuno resta pertanto un mistero, rientra così in quanto c’è di più sacro, e nessuno mi convincerà del contrario. Come può restare vincolata all’arbitrio dei genitori? Non peraltro l’aborto è giustificato quando c’è conflitto con la salute della madre, e direi, con la vita… con un ‘altra sacralità. (Si capisce molto bene che un conflitto-confronto tra nascituro e professione, nascituro e contingenze, nascituro a situazione economica, non può reggere).

 Concludo con due puntualizzazioni. Se anche l’aborto riguardasse solo una percentuale piccola delle gravidanze indesiderate, sosterrei tutto quanto detto, perché nelle condizione fin qui illustrate si tratterebbe comunque di una percentuale contraria alla logica della sacralità della vita.

Infine, ritengo certi dibattiti riguardanti diritti dell’uomo, autodeterminazione della donna etc.. tautologici dal momento che sessanta anni fa nella carta dei diritti dell’uomo , nessun firmatario avrebbe mai specificato che la vita è tale dal concepimento, per il semplice fatto che a quel tempo non era neanche pensabile una vita che non fosse strettamente dipendente dalla vita della madre in quei primi nove mesi di formazione.

 Vi propongo la lettura del documento sulla maternità di AN : http://www.progettosservatorio.it/aborto_-_appello_an_per_la_vita.pdf

Spero davvero di approfondire la discussione con i vostri commenti.

In alto i cuori,

SABA GIULIA ZECCHI

IL ‘68…

Posted in Uncategorized on Febbraio 15, 2008 by violaceccherini

 

1968. La contestazione partorita nei College statunitensi due anni prima dilaga a macchia d’olio nel Vecchio Continente.

In Vietnam le forze comuniste scatenano l’offensiva del Tet (capodanno cinese) tentando una rapida ed efficace conquista del Sud. La situazione è critica e il malumore negli USA e in Europa per un conflitto che infiamma l’Indocina dal ’64 si fa sentire tramite cortei pacifisti e scontri con le forze dell’ordine a Washington come a Parigi.

In Inghilterra,Francia, Italia giungono gli influssi, i primi, del movimento denominato hippy oltreoceano: filosofie orientali, amore libero, vita comunitaria, rifiuto delle gerarchie sociali in virtù di una vita armoniosa con la Natura e con il prossimo. Il movimento tesse adepti a Londra come a Roma.

L’Italia è il paese europeo con il più potente e numeroso partito comunista. Eppure qualcosa sta cambiando: quattordici anni dopo la sanguinosa repressione di Budapest i carri armati sovietici tornano a seminare morte a Praga, scuotendo l’opinione pubblica di una sinistra che deve fronteggiare nuovi fenomeni che progressivamente sorgono tra le sue schiere. Negli Atenei sorgono movimenti autonomi di ispirazione maoista e leninista.

Animati dall’idea che la Resistenza fosse stata tradita dalla classe dirigente del dopo guerra, infervorati dalla rivoluzione culturale maoista del 1966, bramosi di scoprire un nuovo orizzonte politico al di fuori di quello partitico i movimenti entrano in netto contrasto con i vertici del PCI.

Quello studentesco è forse il principale movimento della sinistra sessantottina unitamente ai celebri e temuti servizi d’ordine, base di reclutamento per formazioni radicali (Autonomia operaia, Prima Linea) che segneranno drammaticamente il decennio successivo.

 

Il 1968 visto, quindi, come frattura sociale, politica e di costume. Tramonta l’ Italia del boom economico (1958-1963) lasciando il passo ad un Paese che entra in scena su un palcoscenico di sampietrini e molotov, di ribellismo giovanile e allontanamento dalla morale democristiana e piccolo borghese dei primi anni ’60.

Linguaggio, abbigliamento, pensiero forgiato in nome dello scandalo e della lotta al Sistema, tanto per usare un termine che proprio in questo periodo assumerà una connotazione negativa e sarà materializzato come il nemico della generazione contestatrice.

La scuola e l’intero settore educativo va riformato secondo una logica fondata su creatività e libero pensiero. Gli schemi rigidi di impostazione gentiliana (la Riforma Gentile era rimasta in vigore per quaranta anni, dal 1928 al 1968)caratteristici dell’educazione del tempo devono essere infranti. La Riforma Gentile rappresenta un retaggio borghese e fascista, assolutamente non idoneo alla lotta di classe che parte dalle fabbriche e dalle università sino a convergere in tutti gli ambiti del mondo produttivo e sociale italiano.

E la Destra? In risposta alle recenti affermazioni del leader di Alleanza Nazionale in merito al ruolo del MSI nel ’68 è lecito ricordare la presenza a Valle Giulia, momento simbolo della Contestazione, di gruppi dei movimenti giovanili del Movimento Sociale Italiano e di Avanguardia Nazionale: parliamo del Fuan Caravella, storico gruppo della Università La Sapienza di Roma e di Primula Goliardica. Con Delle Chiaie, capo di Avanguardia Nazionale e Randolfo Pacciardi le componenti della destra contestatrice colpiscono l’attenzione dei quadri storici del MSI (Almirante, Romualdi, Caradonna) con l’occupazione della Facoltà di Giurisprudenza. Il Caravella aveva ben compreso come la possibilità di partecipare alla rivoluzione culturale in atto avrebbe finalmente spinto la destra neo fascista verso un nuovo orizzonte di aggregazione giovanile e impegno sociale, strappando alla sinistra massimalista il monopolio ideologico e culturale tanto odiato e il principio scialbo e immondo della massificazione sociale. L’impronta di destra avrebbe dato al ’68 la certezza di creare un legame fra la Tradizione e il Nuovo, tra i valori enunciati della destra e le pulsioni giovanili. Se non fosse perché ho usato il termine “Tradizione” potremmo parlare di un secondo Futurismo, di marinettiana memoria: nato sulle scalinate de La Sapienza come un torrente culturale in piena avrebbe scosso e devastato sia la dominante e bigotta cultura democristiana che l’emergente e assassina logica marxista, che oggi lascia ampi strascichi di assoluta incapacità nella classe dirigente formatasi con il diciotto politico e ignara di cosa sia il termine meritocrazia. Quel sogno fu infranto da un centinaio di volontari nazionali : il risultato è oggi alla portata di tutti, dei libri scritti come sempre dagli asini per il diletto del popolo bue.

 

Marco Petrelli

Azione Giovani Terni

 

 

9 Febbraio 1983-2008: CIAO PAOLO!!!

Posted in Uncategorized con i tag , , , , , , , , on Febbraio 12, 2008 by violaceccherini

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